Amore

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Pensavo fosse più semplice e meno doloroso….almeno lo immaginavo così.

 

 

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La fatica

Faccio fatica a far finta di nulla. Fatico anche se so che non ci sarà nulla di buono, che non ci sarà futuro e che non ci sono possibilità.

Fatico ad accettare che abbiamo perso la capacità di comunicare. Ogni parola detta viene distorta e si cerca un qualcosa di negativo che in realtà non esiste.

Accettare è difficile e la fatica sta proprio nell’accettazione che le cose cambiano, che la vita muta e che le persone stesse cambiano per gli eventi, per volontà o per convenienza.

Fatico comunque perché ogni giorno il peso c’è e, seppur con intensità diversa, mi rende più complicato il fare quotidiano. La mente pesante è difficile da portare addosso ma, come per il peso in eccesso, serve la dieta. La dieta dalle cose negative, la dieta dai pensieri malati, la dieta dai desideri finti, la dieta da chi non ti vuole e non c’è. Costa fatica che si somma alla fatica del peso mentale.

La fatica è alla fine necessaria per il bene, un po’ come per dimagrire si fatica allenandosi e bilanciando il cibo così per cancellare il peso mentale si deve faticare per volersi bene e allontanare anche chi non vorremmo.

La fatica è la soluzione, senza fatica non si ottiene nulla!

E poi

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Passano i secondi, i minuti, le ore, i giorni, i mesi e così anche gli anni, e poi? E poi ci si dimentica, o si nasconde il ricordo per evitare la malinconia e il rimpianto di quel che poteva essere e non è stato, di quello che non è diventato e di ciò che non sarà mai. I progetti, le idee, le emozioni, le sensazioni e tutto ciò che vi legava è sposato in un cassetto blindato della mente da dove ti auguri non esca mai.

E poi? E poi provi a vivere di nuovo, ricominciare e ogni giorno cercare il buono, il bello e la tranquillità. Ogni tanto quel cassetto si apre appena e riemerge qualcosa, ci pensi, sorridi in modo amaro e richiudi subito perchè non vuoi ricordare e non vuoi ricadere nel loop della tristezza del fallimento. Il segnale del tempo che hai dedicato e che è svanito senza lasciar traccia concrete ma solo delle cicatrici più o meno profonde.

E poi? Speri che domani si meglio, che quel sorriso torni ad illuminare il tuo volto, che un giorno i ricordi saranno così lontani che rimarranno solo i momenti belli.

E poi? Chissà vedremo domani….

Un momento

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Ti sei mai fermato a pensare quando dura un momento?

Ho passato anni ad ASPETTARE UN MOMENTO che non arrivava mai e addirittura non è mai arrivato. A volte il momento era talmente veloce che le cose cambiavano senza possibilità di ritorno.

ASPETTA UN MOMENTO disse e lui aspettò, aspettò, aspettò e forse sta ancora aspettando, forse.

Ah tu, aspetta un momento.

 

Ti penso o forse no

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Mi capita spesso di fermarmi a pensarti, troppo spesso. Bukowski direbbe: “TI PENSO MA NON TI CERCO” ed è proprio così. Ti penso ma non ti cerco perchè tanto sarebbe inutile ogni parola, ogni tentativo di esserci, ogni pensiero gentile e positivo sarebbe distorto e letto esattamente all’opposto e io sinceramente non ne ho più voglia, non ce la faccio più. L’amore non si spiega è una questione di equilibrio e non di equilibrismo, l’amore. (cit.)

Ti capisco però, perchè anche tu ci hai provato, a modo tuo per molto tempo, e ora non ne puoi più e quindi ti nascondi nel buio dell’indifferenza che fa male, ma anche il male prima o poi si affievolisce quando ci si rende conto che non si combatte da soli, che non si insegue un sogno per due con un unico pilota, che per camminare affiancati bisogna essere in due e non da soli, e io sono da solo.

TI PENSO O FORSE NO dico io, perchè in fondo non ci sei, hai deciso di non esserci spontaneamente e quando una persona non c’è anche il pensiero comincia a perdere di valore. Ti penso o forse no perchè nonostante il male capisco che non sia facile per nessuno decidere del proprio futuro, se inseguire un sogno che per molto tempo è stato doloroso e faticoso oppure provare a sistemare quel che si ha in qualche modo.

Cammino avanti aspettando quel che verrà, perchè ti penso….. o forse no.

 

Riflessioni

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Guardando una foto molto spesso si rivivono delle emozioni forti. Le immagini corrono nella mente e sembra di essere nuovamente lì e rivivere quei magici momenti. Poi però la realtà è diversa. Ti rendi conto che è stato un momento che tu avresti voluto non finisse mai ma in realtà era già finito nel momento in cui lo stavi vivendo perchè il significato che gli davi non era condiviso da chi ti accompagnava.

Le foto sono ricordi del passato che spesso fanno solo male. Ci ricordano il che il TEMPO ha modificato le cose, che il TEMPO cambia le persone, che il TEMPO passa comunque che tu lo viva o meno lui se ne va.

Osservi la foto e più la osservi più scende un velo di malinconia e vedi quel dito puntato che nuovamente ti ricorda che quel momento sarebbe potuto durare per sempre o forse no ma non sai se davvero hai fatto abbastanza.

Momenti che se ne vanno, tempo che se ne va.

Seduto al tavolo

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Ero seduto al tavolo dove solitamente pranzo quando, per la prima volta, lo vidi. Non era una gran bella giornata, anzi direi una giornata proprio di MERDA! Mentalmente affaticato da pensieri del cazzo, problemi di altri che come al solito diventano miei perchè porca puttana non riesco ad essere egoista e a sbattermene. Ero lì che bevevo un caffè caldo e chiudendo gli occhi apparve lui con quel dito puntato ad indicarmi.

“Chi sei?” dissi io e lui mi rispose semplicemente “Io sono te! Quello che tu non vuoi vedere, quello che tu potevi essere e non sei. Sono quello che devi sapere di te!”

In quel momento partirono alcuni ricordi, momenti per me felici e spensierati che finivano tutti per farmi capire che il tempo era passato e quei momenti non mi avevano realmente lasciato nulla. Che per vivere quei momenti il tempo era stato gettato al vento. Che nonostante i miei desideri fossero chiari avevo preso strade che mi avevano allontanato da loro e la distanza mi appariva talmente grande da farmi sentire vuoto e spaventato.

Il TEMPO vale più del vile denaro, il tempo è l’unica vera variabile della nostra vita. Puoi usarlo per realizzare qualcosa, puoi sprecarlo in modo consapevole oppure raccontarti che stai facendo qualcosa di sensato e buttarlo. Questo è il modo più doloroso perchè capisci dopo che hai mentito a te stesso e quel tempo non tornerà più indietro. E quel dito ti punterà più volte nella tua vita e ti ricorderà cosa avresti potuto fare di quel tempo, come avresti potuto usarlo per avvicinarti ai tuoi obiettivi, cosa in realtà hai perso e forse cosa non avrai mai.

Mi alzai dalla sedia con le gambe tremanti, un senso di nausea e confusione. Sudavo freddo e davanti a me vedevo la distanza tra me e i miei desideri: incolmabile ormai!

L’inquisitore, quell’essere che c’è dentro ognuno di noi e con cui pochi di noi hanno realmente il coraggio di sedersi al tavolo e parlarci. Nessuno vuole sentirsi dire cosa ha fatto di sbagliato, ma forse è solo così che possiamo capire come fare per migliorarci e migliorare. Magari così quel tempo che resta, poco o tanto che sia, non sarà sprecato.

Quotidianamente mi viene a trovare con quel dito puntato. Quotidianamente ci sediamo a quel tavolo a parlare. Quotidianamente un tassello di vita si incasella e non so quanto ci vorrà ma quel tempo non è di certo sprecato.

“Ci vuole coraggio per ascoltarsi nel profondo.”