11 maggio ’19

Le giornate si susseguono una via l’altra; il tempo scorre. Ho rinunciato a voler capire alcune cose perchè ogni volta che ci provo resto spiazzato dai comportamenti delle persone. Non si può capire tutto, soprattutto quel che è privo di logica.

Sono fiero dei miei progressi, sto nettamente meglio e ormai anche i ritmi da lupo solitario sono abbastanza tranquilli. Ho qualche piccola scivolata mentale che non mi rende propriamente fiero di me, ma diamo tempo al tempo. Mi rendo conto che sono davvero cambiato moltissimo e, se da un lato la sofferenza fa davvero male, dall’altro devo dire che serve per rivalutare alcuni valori della vita. Negli anni avevo focalizzato l’attenzione altrove e io ero passato in ultimo piano, ora sto lavorando per mettermi davanti e non accettare più le cose che non voglio. Insomma ho imparato a dire NO! Quel NO fermo e deciso quando una cosa NON MI STA BENE. Un tempo assecondavo, pensavo, facevo mille ragionamenti per cercare di non ferire le persone, cosa che capitava comunque perchè non siamo tutti in grado di capire che non tutte le persone sono pulite e disinteressate, ma comunque cercavo di non creare situazioni in cui ci fossero disagi o casini. RINUNCIAVO! Il risultato? Sentirmi dire che pensavo solo a me stesso, che potevo dire, fare, agire… Già chissà come mai sono sempre io quello che deve fare, dire o agire. Quello su cui devono ricadere le responsabilità delle cose, quello che tanto è colpa sua. Beh sapete che c’è? A differenza di quelli con le maschere col sorriso io la mie colpe le sto pagando giorno per giorno. Non devo fingere più una cosa che non mi va, scelgo con chi passare il mio tempo e quando non voglio dico NO! Basta vivere con il cronometro a spezzoni. Anche questo mi è stato rinfacciato più e più volte come se l’unico che dovesse decidere per 2 persone fossi io. Quando ho deciso era tardi, dovevo dirlo prima, ci si doveva organizzare e bla bla bla… Fatalità l’unico che ha agito sono io… ah si è vero per me era facile perchè la mia era una storia finita.

So che questo l’ho già scritto ma è una sorta di loop. Mi sento dire di NON GIUDICARE! Quando poi sono quello sotto giudizio da sempre; io quello che non decide, che ne approfitta, che si fa gli affari suoi, quello che rovina le vite… Già io sono quello che giudica… È proprio così risulta sempre più semplice criticare il prossimo senza rendersi conto che si è esattamente ciò che si critica. Il lavoro su me stesso mi ha aiutato a comprendere molte sfaccettature della mente e del comportamento delle persone. Spesso le parole dette agli altri per rimproverare un comportamento sono dette a se stessi. Si critica un atteggiamento per farlo verso di se. In fondo è sempre più facile puntare il dito fuori ed evitare di guardarsi allo specchio, riflettere, trovare modo di chiedere scusa o di confrontarsi. Penso sempre che i rapporti si possano sistemare solo e soltanto se si riconoscono i propri errori. Se invece si cerca sempre e solo di screditare il prossimo, beh è una battaglia persa in partenza.

Ho sempre creduto nel potere delle parole e del confronto civile. Guardarsi negli occhi e parlarsi apertamente esponendo ogni cosa senza paura, solo così, giocando a carte scoperte, le persone possono avvicinarsi e decidere se affiancarsi o meno.

Ho riflettuto molto, anzi moltissimo, ho bisogno di una persona accanto a me che stia al passo. Non voglio trainare, non voglio spingere e non voglio nemmeno rincorrere. Voglio una persona entusiasta e che apprezzi di camminare affiancata, che abbia voglia di scoprire ad ogni passo un cammino condiviso. Sono stufo di sentir dire: “Dovevi dirmelo, devi fare, dovevi spiegare, se vuoi lo lascio!” Io non devo niente, l’amore non si urla mai. Io non devo e non voglio dire a chi mi sta accanto cosa deve o non deve fare. Voglio condividere e ragionare delle scelte in modo paritetico e orizzontale non voglio una persona da trainare, una persona che se poi le dai un consiglio e le cose non vanno come spera è poi pronta a darti la responsabilità delle cose. Voglio una persona che sappia scegliere, che scelga di stare accanto passo dopo passo e non che vada a specchio o metta i piedi dove li ho messi io. Una persona con cui rischiare, con cui far follie, con cui progettare, pianificare, ridere e piangere.

Non ho paura di stare da solo sinceramente mi spaventa di più stare con chiunque… e sinceramente attorno a me ho un sacco di esempi di questo tipo e non voglio essere come loro. Mi fido ancora delle persone anche se ho alzato la soglia di attenzione.

So bene cosa voglio e cosa non voglio.

Buon we amici… alla prossima e se vi va scrivetemi!

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Autore: il tuo inquisitore: il tempo

Sono consapevole che il tempo passa e spesso lo si perde. Sognatore a volte troppo!

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