2 maggio ’19

Up all night on another red eye
I wish we never learned to fly
Maybe we should just try
To tell ourselves a good lie
I didn’t mean to make you cry

La giornata scorre lenta oggi, i pensieri corrono e frullano e non mi lasciano in pace. Sto bene in alcuni precisi momenti, altri invece vorrei andarmene e sparire. Devo gestire meglio alcune cose ma so che col tempo tutto tornerà in linea.

Ho bisogno di serenità, tranquillità e soprattuto di persone che mi apprezzino per come sono. Mi rendo conto che per molti compaio quando hanno bisogno. C’è chi poi sparisce, si scusa per avermi cercato, chi viaggia in altalena con i suoi picchi di up and down, chi è realmente schizzofrenico, chi dovrebbe farsi aiutare da uno specialista e chi ha la sindrome di peterpan detto anche bimbominkia.

Sono un po’ stanco perchè mi accorgo che continuo a dare importanza ad alcuni gesti quando sono privi di valore. Le persone fanno la loro vita e poi passano a buttare un po’ di immondizia nella mia, “tanto lui c’è sempre, anzi vediamo se è ancora lì quel pirla!”. E io mi sono letteralmente stancato, mi piacerebbe chiarire, parlare in modo sereno, raccontare come sto, sapere come stanno alcune persone. Mi piacerebbe finalmente trovarmi su un piano di persone civili e normali e invece ho sempre a che fare con persone squilibrate, dissociate ed egoiste. Loro sanno, loro dicono, loro fanno… che tristezza! Ma si è colpa mia, solo e soltanto mia. Regalo tempo, energia e pezzi della mia vita e piano piano mi spengo, perdo energie, entusiasmo e voglia di fare. E se chiedo aiuto, beh non c’è nessuno a rispondere. Stai una vita con una persona, 12 anni, finisce e gli auguri di compleanno arrivano via whatsup. Un’altra dice di amarti, eri l’uomo della sua vita, tira e molla. Ancora si incazza e sparisce e se ne sbatte totalmente di come stai. Le chiedi di aggiornarti sul suo stato di salute dopo alcune informazioni e di risposta ottieni: SILENZIO.

Sapete che c’è? Ora me ne vado io. Sono esausto, stufo, sfinito, sfiancato e no, non siete voi le persone corrette, buone e che hanno pagato qualcosa. NO! non siete voi le vittime, se non del vostro modo malato di vedere la vita. Io sono arrivato al capolinea e voi potete continuare a vivere la vostra vita triste, raccontando menzogne e indossando la maschera delle vittime del mondo quando siete semplicemente i carnefici di voi stessi. Io non mi sento in colpa di nulla. Ho pagato a sufficienza e da un po’ di tempo penso anche di voler raccontare ogni cosa, così che la mia coscienza sia finalmente totalmente pulita.

Volevo dei figli, ci ho rinunciato, IO! Per rispetto al valore che ha un figlio. Ho sentito le peggio cose su di me. Eppure nei momenti di difficoltà io c’ero sempre! Ora me ne vado, sarà un andarsene lento, sarà un vuoto attorno, sarà non avere più possibilità di aggancio per nessuno di quelli che vogliono solo energia.

Cari amici oggi non è una bella giornata, andrà meglio domani. Vi abbraccio!

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Autore: il tuo inquisitore: il tempo

Sono consapevole che il tempo passa e spesso lo si perde. Sognatore a volte troppo!

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