I pensieri

quit-your-job1Sono giorni che i pensieri si accavallano, si confondono, si sovrappongono, si mischiano, sembrano persistenti e poi svaniscono. Non so cosa mi stia succedendo, non capisco se sto andando nella direzione corretta, se mi sono fermato, se sono distante, se corro ancora… Davvero è tutto profondamente confuso. So esattamente cosa voglio e cosa non voglio ma mi sembra sempre tutto così complicato, così pieno di interrogativi e così distante. Passo le ore a sviscerare ogni cosa, devo sopire le sensazioni e controllare gli impulsi; questo mi genera non poca tensione perchè sono sempre stato uno molto ma molto impulsivo e il controllo se so usarlo molto bene quando sono sotto al pelo dell’acqua fatico ad usarlo quando sono in superficie.

Sono giorni duri, si avvicina il natale e tutti sono felici e contenti per questa merdata di festa ormai omologata e io mi vedo sempre più distante da come vorrei realmente essere. Certo non dipende tutto solo da me, io però ci metto del mio anche ad incasinarmi facendo cose che non devo e chiedendo delle attenzioni che se non sono desiderate anche se arrivassero non avrebbero lo stesso significato. Mi piacerebbe molto poter essere meno angosciato, eppure non avere alcuna possibilità di vedere come sarebbe mi distrugge.

Mi passano davanti un sacco di momenti, di istanti, di pensieri, di parole, di emozioni che ora non ci sono più, non si vogliono più anzi vengono sopite, cancellate, sminuite e demonizzate. Eppure erano sincere, vive e facevano sentire vivi.

La vita non ci da sempre quel che desideriamo e, soprattutto, non sempre i nostri desideri sono gli stessi di chi abbiamo davanti anche se avevamo l’impressione che fosse così. Non possiamo obbligare nessuno a fare quel che non vuole, se non vuole si rispetta e fine. Eppure il pensiero è sempre fisso: “Sarebbe stato unico e fantastico!” ma forse se doveva essere lo sarebbe stato e se siamo così era perchè doveva andare così… Chi lo sa non abbiamo avuto nemmeno la prova di quel che avremmo potuto realizzare assieme eppure, in quei momenti, eravamo una cosa davvero da favola.

Torno a lavorare, queste giornate grigie mi mettono un po’ di malinconia e mi invitano a pensare un po’ troppo, a volte servirebbe un interruttore per la testa in modo da spegnerla e non ascoltare il ronzio dei pensieri costante che mi porta in mondi che non posso vivere, non ho più l’opportunità di vivere. Un click e non si sente più quel peso costante, non si sogna più qualcosa che non si concretizza, non si vive desiderando qualcosa che non arriverà mai. Eppure mi pensi, così dici, se dessi seguito al pensiero almeno una volta potremmo incontrarci nuovamente lì dove, occhi negli occhi, eravamo una persona sola.

Ciao ciao…

Autore: il tuo inquisitore: il tempo

Sono consapevole che il tempo passa e spesso lo si perde. Sognatore a volte troppo!

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